La strada statale Cadorna, intitolata all’omonimo Generale, è un opera grandiosa, costruita durante la Prima Guerra Mondiale (1916), che fece del Monte Grappa simbolo e salvezza della Patria. Viene considerata da molti come la salita più facile tra tutti i versanti, e proprio per questo motivo non è difficile incrociare molti ciclisti che salgono proprio da Romano. Le strade sono molto ben tenute ed anche sufficientemente larghe. Ma è anche una strada praticata da molti automobilisti, e se si sale alla domenica è veramente trafficata, almeno fino alla località di Ponte San Lorenzo. E’ inoltre un versante che viene usato anche dai pullman turistici proprio per le strade scorrevoli e per gli ampi tornanti. Strada per grandi corse come il Giro d’Italia, è famosa per la gara “Bassano-Monte Grappa” per dilettanti, nella quale si imposero campioni del calibro di Bartali, Gotti, Simoni e Cunego.   Lasciamo via Roma e ci immettiamo sulla via Marchi. Andiamo sempre dritti transitando per via Meneghetti e poi per via Signori. Siamo ancora in pieno centro, e l’altitudine a via Roma è 170Mt sul livello del mare. Proseguiamo diritti sempre per via Signori che diventa via Pragolin. La salita comincia a farsi sentire. Siamo al primo tornante, ed è proprio quello più impegnativo con pendenze che si aggirano attorno al 9-10%. I tornanti si susseguono ed anche se la pendenza scende tra il 7 e l’8%, la fatica rimane. Un piccolo falsopiano lo troviamo dopo Costalunga, ed un altro in leggera discesa al pian dei nosellari. Si sale ancora con dei tratti impegnativi, mentre la bellissima visione della pianura, ci accompagna ancora per poco in gran silenzio. Ormai siamo giunti a Camposolagna, e la strada comincia a farsi leggera. Addirittura un breve e veloce tratto in discesa ci lancia verso quello che viene chiamato il “bosco”. Un lungo tratto di circa 5km immerso in abeti e faggi che ci coprono dal sole regalandoci un fresco profumo di montagna. Arriviamo veloci a Ponte San Lorenzo, si svolta a destra seguendo le indicazioni per la cima. Il tratto di falsopiano è ormai finito e la salita riprende il suo posto. Non ci sarà più respiro fino alla vetta. Mancano ancora 10km, e da qui in poi, anche il traffico verrà meno. Si ritorna a scorgere in alcuni punti, di nuovo la distesa pianura, e l’aria di montagna sarà sempre più insistente, complice anche dai pascoli che si intravedono via via per la strada. All’inizio la pendenza non è molto elevata, ma la fatica comincia a farci compagnia. Arriviamo ai meno 2km, trovando la strada che sale da Seren. Svolta a destra per l’ultimo tratto che si fa anche più impegnativo. Lungo rettilineo affiancato da pochi abeti rimasti, curva a destra, altro rettilineo, sotto a noi il paesaggio che ci guarda.   Ormai stiamo affiancando a sinistra la zona del Sacrario, costruito nel 1935 su progetto dell'architetto Giovanni Greppi e dello scultore Giannino Castiglioni. Ma sta troppo in alto e non lo vediamo. Possiamo vedere invece il bivio che sale dalle malghe, e più avanti il monumento ai partigiani, una statua in bronzo costruita nel 1974 da Augusto Murer. Anche il Rifugio del Monte Grappa è li davanti a noi, bello e imponente che sembra scrutare tutta la zona sottostante. Ma prima di arrivare al rifugio, sulla sinistra si fa notare la caserma Milano, costruita durante la guerra per alloggiarvi il personale addetto ai lavori stradali e di fortificazione del Grappa. Sembra nascondersi nella roccia, ma la sua presenza sembra valorizzare ancora di più questo luogo. Finalmente abbiamo conquistato questa stupenda vetta, e se il tempo ce lo concede, la vista è a dir poco sublime. Sembra quasi di essere in capo al mondo, e la pianura sembra perdersi all’orizzonte. E’ un emozione unica che lascia il segno. In collaborazione con MGC
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è un opera grandiosa, costruita durante la Prima Guerra Mondiale (1916), che fece del Monte Grappa simbolo e salvezza della Patria. Viene considerata da molti come la salita più facile tra tutti i versanti, e proprio per questo motivo non è difficile incrociare molti ciclisti che salgono proprio da Romano. Le strade sono molto ben tenute ed anche sufficientemente larghe. Ma è anche una strada praticata da molti automobilisti, e se si sale alla domenica è veramente trafficata, almeno fino alla località di Ponte San Lorenzo. E’ inoltre un versante che viene usato anche dai pullman turistici proprio per le strade scorrevoli e per gli ampi tornanti. Strada per grandi corse come il Giro d’Italia, è famosa per la gara “Bassano-Monte Grappa” per dilettanti, nella quale si imposero campioni del calibro di Bartali, Gotti, Simoni e Cunego.   Lasciamo via Roma e ci immettiamo sulla via Marchi. Andiamo sempre dritti transitando per via Meneghetti e poi per via Signori. Siamo ancora in pieno centro, e l’altitudine a via Roma è 170Mt sul livello del mare. Proseguiamo diritti sempre per via Signori che diventa via Pragolin. La salita comincia a farsi sentire. Siamo al primo tornante, ed è proprio quello più impegnativo con pendenze che si aggirano attorno al 9-10%. I tornanti si susseguono ed anche se la pendenza scende tra il 7 e l’8%, la fatica rimane. Un piccolo falsopiano lo troviamo dopo Costalunga, ed un altro in leggera discesa al pian dei nosellari. Si sale ancora con dei tratti impegnativi, mentre la bellissima visione della pianura, ci accompagna ancora per poco in gran silenzio. Ormai siamo giunti a Camposolagna, e la strada comincia a farsi leggera. Addirittura un breve e veloce tratto in discesa ci lancia verso quello che viene chiamato il “bosco”. Un lungo tratto di circa 5km immerso in abeti e faggi che ci coprono dal sole regalandoci un fresco profumo di montagna. Arriviamo veloci a Ponte San Lorenzo, si svolta a destra seguendo le indicazioni per la cima. Il tratto di falsopiano è ormai finito e la salita riprende il suo posto. Non ci sarà più respiro fino alla vetta. Mancano ancora 10km, e da qui in poi, anche il traffico verrà meno. Si ritorna a scorgere in alcuni punti, di nuovo la distesa pianura, e l’aria di montagna sarà sempre più insistente, complice anche dai pascoli che si intravedono via via per la strada. All’inizio la pendenza non è molto elevata, ma la fatica comincia a farci compagnia. Arriviamo ai meno 2km, trovando la strada che sale da Seren. Svolta a destra per l’ultimo tratto che si fa anche più impegnativo. Lungo rettilineo affiancato da pochi abeti rimasti, curva a destra, altro rettilineo, sotto a noi il paesaggio che ci guarda.   Ormai stiamo affiancando a sinistra la zona del Sacrario, costruito nel 1935 su progetto dell'architetto Giovanni Greppi e dello scultore Giannino Castiglioni. Ma sta troppo in alto e non lo vediamo. Possiamo vedere invece il bivio che sale dalle malghe, e più avanti il monumento ai partigiani, una statua in bronzo costruita nel 1974 da Augusto Murer. Anche il Rifugio del Monte Grappa è li davanti a noi, bello e imponente che sembra scrutare tutta la zona sottostante. Ma prima di arrivare al rifugio, sulla sinistra si fa notare la caserma Milano, costruita durante la guerra per alloggiarvi il personale addetto ai lavori stradali e di fortificazione del Grappa. Sembra nascondersi nella roccia, ma la sua presenza sembra valorizzare ancora di più questo luogo. Finalmente abbiamo conquistato questa stupenda vetta, e se il tempo ce lo concede, la vista è a dir poco sublime. Sembra quasi di essere in capo al mondo, e la pianura sembra perdersi all’orizzonte. E’ un emozione unica che lascia il segno. In collaborazione con MGC
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è un opera grandiosa, costruita durante la Prima Guerra Mondiale (1916), che fece del Monte Grappa simbolo e salvezza della Patria. Viene considerata da molti come la salita più facile tra tutti i versanti, e proprio per questo motivo non è difficile incrociare molti ciclisti che salgono proprio da Romano. Le strade sono molto ben tenute ed anche sufficientemente larghe.   Ma è anche una strada praticata da molti automobilisti, e se si sale alla domenica è veramente trafficata, almeno fino alla località di Ponte San Lorenzo. E’ inoltre un versante che viene usato anche dai pullman turistici proprio per le strade scorrevoli e per gli ampi tornanti. Strada per grandi corse come il Giro d’Italia, è famosa per la gara “Bassano-Monte Grappa” per dilettanti, nella quale si imposero campioni del calibro di Bartali, Gotti, Simoni e Cunego.   Lasciamo via Roma e ci immettiamo sulla via Marchi. Andiamo sempre dritti transitando per via Meneghetti e poi per via Signori. Siamo ancora in pieno centro, e l’altitudine a via Roma è 170Mt sul livello del mare. Proseguiamo diritti sempre per via Signori che diventa via Pragolin. La salita comincia a farsi sentire. Siamo al primo tornante, ed è proprio quello più impegnativo con pendenze che si aggirano attorno al 9-10%. I tornanti si susseguono ed anche se la pendenza scende tra il 7 e l’8%, la fatica rimane. Un piccolo falsopiano lo troviamo dopo Costalunga, ed un altro in leggera discesa al pian dei nosellari. Si sale ancora con dei tratti impegnativi, mentre la bellissima visione della pianura, ci accompagna ancora per poco in gran silenzio. Ormai siamo giunti a Camposolagna, e la strada comincia a farsi leggera. Addirittura un breve e veloce tratto in discesa ci lancia verso quello che viene chiamato il “bosco”. Un lungo tratto di circa 5km immerso in abeti e faggi che ci coprono dal sole regalandoci un fresco profumo di montagna. Arriviamo veloci a Ponte San Lorenzo, si svolta a destra seguendo le indicazioni per la cima. Il tratto di falsopiano è ormai finito e la salita riprende il suo posto. Non ci sarà più respiro fino alla vetta. Mancano ancora 10km, e da qui in poi, anche il traffico verrà meno. Si ritorna a scorgere in alcuni punti, di nuovo la distesa pianura, e l’aria di montagna sarà sempre più insistente, complice anche dai pascoli che si intravedono via via per la strada. All’inizio la pendenza non è molto elevata, ma la fatica comincia a farci compagnia. Arriviamo ai meno 2km, trovando la strada che sale da Seren. Svolta a destra per l’ultimo tratto che si fa anche più impegnativo. Lungo rettilineo affiancato da pochi abeti rimasti, curva a destra, altro rettilineo, sotto a noi il paesaggio che ci guarda.   Ormai stiamo affiancando a sinistra la zona del Sacrario, costruito nel 1935 su progetto dell'architetto Giovanni Greppi e dello scultore Giannino Castiglioni. Ma sta troppo in alto e non lo vediamo. Possiamo vedere invece il bivio che sale dalle malghe, e più avanti il monumento ai partigiani, una statua in bronzo costruita nel 1974 da Augusto Murer. Anche il Rifugio del Monte Grappa è li davanti a noi, bello e imponente che sembra scrutare tutta la zona sottostante. Ma prima di arrivare al rifugio, sulla sinistra si fa notare la caserma Milano, costruita durante la guerra per alloggiarvi il personale addetto ai lavori stradali e di fortificazione del Grappa. Sembra nascondersi nella roccia, ma la sua presenza sembra valorizzare ancora di più questo luogo. Finalmente abbiamo conquistato questa stupenda vetta, e se il tempo ce lo concede, la vista è a dir poco sublime. Sembra quasi di essere in capo al mondo, e la pianura sembra perdersi all’orizzonte. E’ un emozione unica che lascia il segno. In collaborazione con MGC
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