Google Maps Monte Grappa da Col dei Prai
Nel complesso salita bella ed impegnativa, interessante alternativa alle già note salite "classiche". La salita parte poche centinaia di metri dopo quella che porta alla Rocca di Incino. Da via Porteghetti non vi è nessun cartello ma del resto nemmeno nessun'altra strada, quindi non c'è possibilità di sbagliare. In questo punto siamo a 200mt sul livello del mare. La salita inizia subito e, dopo un paio di tornanti si gira sul costone della montagna dalla parte opposta rispetto alla salita della Rocca, per poi addentrarsi nel cuore del Monte Grappa. Parecchi tratti ripidi, ma non impossibili, alternati da punti più leggeri che lasciano respirare, ma soprattutto la nuova asfaltatura, ci lascia il tempo per godersi il paesaggio che ci circonda, senza troppo preoccuparsi per le buche, ormai scomparse. Raggiungiamo un bivio, a destra si prosegue per Val Cesilla (tratto sterrato). Teniamo la sinistra, e la strada riprende a salire con più decisione tra pascoli e casere,  avendo sempre in vista il rifugio Forcelletto a dominare tutta la zona. Due brevi tratti in sterrato (300m e 500m), il secondo in discesa, ci portano all’innesto della SS Cadorna (siamo al 13° km di salita) che sale da Caupo: svolta a destra ed ultima rampa impegnativa nel bosco seguita da una contropendenza che ci porta al rifugio Forcelletto.  L'ultimo tratto aggira il monte Pertica attraversando per un lungo tratto (5,6 km) i pendii a sud-ovest della dorsale che porta a Cima Grappa con pendenze sul 7-8%. A quota 1620 la strada scende ancora verso il rifugio Scarpon e va a congiungersi a quota 1546, con la Cadorna per arrivare al Rifugio Bassano. Arriviamo ai meno 2km. Svolta a sinistra per l’ultimo tratto che si fa anche più impegnativo. Lungo rettilineo affiancato da pochi abeti rimasti, curva a destra, altro rettilineo, sotto a noi il paesaggio che ci guarda. Da qui si comincia a vedere la cima.  Ormai stiamo affiancando a sinistra la zona del Sacrario, costruito nel 1935 su progetto dell'architetto Giovanni Greppi e dello scultore Giannino Castiglioni. Ma sta troppo in alto e non lo vediamo. Possiamo vedere invece il bivio che sale dalle malghe, e più avanti il monumento ai partigiani, una statua in bronzo costruita nel 1974 da Augusto Murer. Anche il Rifugio del Monte Grappa è li davanti a noi, bello e imponente che sembra scrutare tutta la zona sottostante. Ma prima di arrivare al rifugio, sulla sinistra si fa notare la caserma Milano, costruita durante la guerra per alloggiarvi il personale addetto ai lavori stradali e di fortificazione del Grappa. Sembra nascondersi nella roccia, ma la sua presenza sembra valorizzare ancora di più questo luogo. Finalmente abbiamo conquistato questa stupenda vetta, e se il tempo ce lo concede, la vista è a dir poco sublime. Sembra quasi di essere in capo al mondo, e la pianura sembra perdersi all’orizzonte. E’ un emozione unica che lascia il segno.
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Nel complesso, salita bella ed impegnativa, interessante alternativa alle già note salite “classiche” 
La salita parte poche centinaia di metri dopo quella che porta alla Rocca di Incino. Da via Porteghetti non vi è nessun cartello ma del resto nemmeno nessun'altra strada, quindi non c'è possibilità di sbagliare. In questo punto siamo a 200mt sul livello del mare. La salita inizia subito e, dopo un paio di tornanti si gira sul costone della montagna dalla parte opposta rispetto alla salita della Rocca, per poi addentrarsi nel cuore del Monte Grappa. Parecchi tratti ripidi, ma non impossibili, alternati da punti più leggeri che lasciano respirare, ma soprattutto la nuova asfaltatura, ci lascia il tempo per godersi il paesaggio che ci circonda, senza troppo preoccuparsi per le buche, ormai scomparse. Raggiungiamo un bivio, a destra si prosegue per Val Cesilla (tratto sterrato). Teniamo la sinistra, e la strada riprende a salire con più decisione tra pascoli e casere,  avendo sempre in vista il rifugio Forcelletto a dominare tutta la zona. Due brevi tratti in sterrato (300m e 500m), il secondo in discesa, ci portano all’innesto della SS Cadorna (siamo al 13° km di salita) che sale da Caupo: svolta a destra ed ultima rampa impegnativa nel bosco seguita da una contropendenza che ci porta al rifugio Forcelletto.  L'ultimo tratto aggira il monte Pertica attraversando per un lungo tratto (5,6 km) i pendii a sud-ovest della dorsale che porta a Cima Grappa con pendenze sul 7- 8%. A quota 1620 la strada scende ancora verso il rifugio Scarpon e va a congiungersi a quota 1546, con la Cadorna per arrivare al Rifugio Bassano. Arriviamo ai meno 2km. Svolta a sinistra per l’ultimo tratto che si fa anche più impegnativo. Lungo rettilineo affiancato da pochi abeti rimasti, curva a destra, altro rettilineo, sotto a noi il paesaggio che ci guarda. Da qui si comincia a vedere la cima. Ormai stiamo affiancando a sinistra la zona del Sacrario, costruito nel 1935 su progetto dell'architetto Giovanni Greppi e dello scultore Giannino Castiglioni. Ma sta troppo in alto e non lo vediamo. Possiamo vedere invece il bivio che sale dalle malghe, e più avanti il monumento ai partigiani, una statua in bronzo costruita nel 1974 da Augusto Murer. Anche il Rifugio del Monte Grappa è li davanti a noi, bello e imponente che sembra scrutare tutta la zona sottostante. Ma prima di arrivare al rifugio, sulla sinistra si fa notare la caserma Milano, costruita durante la guerra per alloggiarvi il personale addetto ai lavori stradali e di fortificazione del Grappa. Sembra nascondersi nella roccia, ma la sua presenza sembra valorizzare ancora di più questo luogo. Finalmente abbiamo conquistato questa stupenda vetta, e se il tempo ce lo concede, la vista è a dir poco sublime. Sembra quasi di essere in capo al mondo, e la pianura sembra perdersi all’orizzonte. E’ un emozione unica che lascia il segno.
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Nel complesso, salita bella ed impegnativa, interessante alternativa alle già note salite “classiche”
La salita parte poche centinaia di metri dopo quella che porta alla Rocca di Incino. Da via Porteghetti non vi è nessun cartello ma del resto nemmeno nessun'altra strada, quindi non c'è possibilità di sbagliare. In questo punto siamo a 200mt sul livello del mare. La salita inizia subito e, dopo un paio di tornanti si gira sul costone della montagna dalla parte opposta rispetto alla salita della Rocca, per poi addentrarsi nel cuore del Monte Grappa. Parecchi tratti ripidi, ma non impossibili, alternati da punti più leggeri che lasciano respirare, ma soprattutto la nuova asfaltatura, ci lascia il tempo per godersi il paesaggio che ci circonda, senza troppo preoccuparsi per le buche, ormai scomparse. Raggiungiamo un bivio, a destra si prosegue per Val Cesilla (tratto sterrato). Teniamo la sinistra, e la strada riprende a salire con più decisione tra pascoli e casere,  avendo sempre in vista il rifugio Forcelletto a dominare tutta la zona. Due brevi tratti in sterrato (300m e 500m), il secondo in discesa, ci portano all’innesto della SS Cadorna (siamo al 13° km di salita) che sale da Caupo: svolta a destra ed ultima rampa impegnativa nel bosco seguita da una contropendenza che ci porta al rifugio Forcelletto.  L'ultimo tratto aggira il monte Pertica attraversando per un lungo tratto (5,6 km) i pendii a sud-ovest della dorsale che porta a Cima Grappa con pendenze sul 7-8%. A quota 1620 la strada scende ancora verso il rifugio Scarpon e va a congiungersi a quota 1546, con la Cadorna per arrivare al Rifugio Bassano. Arriviamo ai meno 2km. Svolta a sinistra per l’ultimo tratto che si fa anche più impegnativo. Lungo rettilineo affiancato da pochi abeti rimasti, curva a destra, altro rettilineo, sotto a noi il paesaggio che ci guarda. Da qui si comincia a vedere la cima. Ormai stiamo affiancando a sinistra la zona del Sacrario, costruito nel 1935 su progetto dell'architetto Giovanni Greppi e dello scultore Giannino Castiglioni. Ma sta troppo in alto e non lo vediamo. Possiamo vedere invece il bivio che sale dalle malghe, e più avanti il monumento ai partigiani, una statua in bronzo costruita nel 1974 da Augusto Murer. Anche il Rifugio del Monte Grappa è li davanti a noi, bello e imponente che sembra scrutare tutta la zona sottostante. Ma prima di arrivare al rifugio, sulla sinistra si fa notare la caserma Milano, costruita durante la guerra per alloggiarvi il personale addetto ai lavori stradali e di fortificazione del Grappa. Sembra nascondersi nella roccia, ma la sua presenza sembra valorizzare ancora di più questo luogo. Finalmente abbiamo conquistato questa stupenda vetta, e se il tempo ce lo concede, la vista è a dir poco sublime. Sembra quasi di essere in capo al mondo, e la pianura sembra perdersi all’orizzonte. E’ un emozione unica che lascia il segno.
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