Suggestiva variante per salire sul Monte Tomba da nord e da li’, a Cima Grappa, incrociando le quattro precedenti salite, passando per le “Meate” e i “Sass Brusai”. E’ una delle strade meno trafficate, e fuori stagione, potreste imbattervi in un paio di macchine, si e no. Abbandonato via della Vittoria per prendere via Nazionale, seguiamo le indicazioni per via Monfenera che diventa via Tenente de Rossi, e poi finalmente a sinistra per via Monte Tomba. Ai piedi della salita, siamo a circa 300mt sul livello del mare. Cominciamo a salire affiancando tutto il monte sulla parte sinistra. La strada è quasi priva di tornanti, lasciandoci poco tempo per respirare, anzi, la pendenza è subito elevata, con tratti che oscillano dall’11% al13%, soprattutto i primi chilometri, per finire attorno al 8% nella parte finale che ci porta al bivio con la strada che sale da Pederobba.   Arriviamo finalmente in vetta al Monte Tomba e proseguiamo dritti per la strada che porta in Grappa. Dopo alcuni ripidi tornanti, possiamo notare sulla sinistra la strada che sale da “via degli Alpini”. Le pendenze sono ancora impegnative, e da li a poco raggiungiamo lo scollinamento del “salto della Capra”. si scende rapidamente per circa 2,7 km, aggirando il Monte Meate, fin sul fondo della val delle Mure. Siamo immersi nel tipico ambiente dei pascoli del Grappa e la strada costeggia in piano un laghetto, consentendo di gustare con calma l'aria frizzante ed il paesaggio. Poi si riprende a risalire la Val delle Mure, non decisamente, ma a strappi intervallati da brevi falsopiani fino alla bella apertura del Pian della Bala. Proseguendo, la strada continua a salire, più dolcemente, attraversando con ardite gallerie di guerra la parte strapiombante del Bocaor. La strada esce nuovamente sui pascoli della malga Ardosa ed Ardosetta, ormai in vista del rifugio Bassano che si scorge in alto a destra. Ma bisogna ancora allontanarsene, verso sud, per andare a innestarsi, dopo 1,5 km, sulla strada Giardino che sale da Campo Croce. Da qui altri due km con strappi che variano dall'11 al 14% fino all'innesto con la Cadorna.   Ormai stiamo affiancando a sinistra la zona del Sacrario, costruito nel 1935 su progetto dell'architetto Giovanni Greppi e dello scultore Giannino  Castiglioni. Ma sta troppo in alto e non lo vediamo. Possiamo vedere invece il monumento ai partigiani, una statua in bronzo costruita nel 1974 da Augusto Murer. Anche il Rifugio del Monte Grappa è li davanti a noi, bello e imponente che sembra scrutare tutta la zona sottostante. Ma prima di arrivare al rifugio, sulla sinistra si fa notare la caserma Milano, costruita durante la guerra per alloggiarvi il personale addetto ai lavori stradali e di fortificazione del Grappa. Sembra nascondersi nella roccia, ma la sua presenza sembra valorizzare ancora di più questo luogo. Finalmente abbiamo conquistato questa stupenda vetta, e se il tempo ce lo concede, la vista è a dir poco sublime. Sembra quasi di essere in capo al mondo, e la pianura sembra perdersi all’orizzonte. E’ un emozione unica che lascia il segno. In collaborazione con MGC
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Suggestiva variante per salire sul Monte Tomba da Nord, e da lì, a Cima Grappa, incrociando le quattro precedenti salite, passando per le “Meate” e i “Sass Brusai”.
E’ una delle strade meno trafficate, e fuori stagione, potreste imbattervi in un paio di macchine, si e no. Abbandonato via della Vittoria per prendere via Nazionale, seguiamo le indicazioni per via Monfenera che diventa via Tenente de Rossi, e poi finalmente a sinistra per via Monte Tomba. Ai piedi della salita, siamo a circa 300mt sul livello del mare. Cominciamo a salire affiancando tutto il monte sulla parte sinistra. La strada è quasi priva di tornanti, lasciandoci poco tempo per respirare, anzi, la pendenza è subito elevata, con tratti che oscillano dall’11% al13%, soprattutto i primi chilometri, per finire attorno al 8% nella parte finale che ci porta al bivio con la strada che sale da Pederobba.   Arriviamo finalmente in vetta al Monte Tomba e proseguiamo dritti per la strada che porta in Grappa. Dopo alcuni ripidi tornanti, possiamo notare sulla sinistra la strada che sale da “via degli Alpini”. Le pendenze sono ancora impegnative e da li a poco raggiungiamo lo scollinamento del “salto della Capra”. Si scende rapidamente per circa 2,7 km, aggirando il Monte Meate, fin sul fondo della val delle Mure. Siamo immersi nel tipico ambiente dei pascoli del Grappa e la strada costeggia in piano un laghetto, consentendo di gustare con calma l'aria frizzante ed il paesaggio. Poi si riprende a risalire la Val delle Mure, non decisamente, ma a strappi intervallati da brevi falsopiani fino alla bella apertura del Pian della Bala. Proseguendo, la strada continua a salire, più dolcemente, attraversando con ardite gallerie di guerra la parte strapiombante del Bocaor. La strada esce nuovamente sui pascoli della malga Ardosa ed Ardosetta, ormai in vista del rifugio Bassano che si scorge in alto a destra. Ma bisogna ancora allontanarsene, verso sud, per andare a innestarsi, dopo 1,5 km, sulla strada Giardino che sale da Campo Croce. Da qui altri due km con strappi che variano dall'11 al 14% fino all'innesto con la Cadorna.   Ormai stiamo affiancando a sinistra la zona del Sacrario, costruito nel 1935 su progetto dell'architetto Giovanni Greppi e dello scultore Giannino  Castiglioni. Ma sta troppo in alto e non lo vediamo. Possiamo vedere invece il monumento ai partigiani, una statua in bronzo costruita nel 1974 da Augusto Murer. Anche il Rifugio del Monte Grappa è li davanti a noi, bello e imponente che sembra scrutare tutta la zona sottostante. Ma prima di arrivare al rifugio, sulla sinistra si fa notare la caserma Milano, costruita durante la guerra per alloggiarvi il personale addetto ai lavori stradali e di fortificazione del Grappa. Sembra nascondersi nella roccia, ma la sua presenza sembra valorizzare ancora di più questo luogo. Finalmente abbiamo conquistato questa stupenda vetta, e se il tempo ce lo concede, la vista è a dir poco sublime. Sembra quasi di essere in capo al mondo, e la pianura sembra perdersi all’orizzonte. E’ un emozione unica che lascia il segno. In collaborazione con MGC
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2018
105
Suggestiva variante per salire sul Monte Tomba da nord, e da lì, a Cima Grappa, incrociando le quattro precedenti salite, passando per le “Meate” e i “Sass Brusai”
E’ una delle strade meno trafficate, e fuori stagione, potreste imbattervi in un paio di macchine, si e no. Abbandonato via della Vittoria per prendere via Nazionale, seguiamo le indicazioni per via Monfenera che diventa via Tenente de Rossi, e poi finalmente a sinistra per via Monte Tomba. Ai piedi della salita, siamo a circa 300mt sul livello del mare. Cominciamo a salire affiancando tutto il monte sulla parte sinistra. La strada è quasi priva di tornanti, lasciandoci poco tempo per respirare, anzi, la pendenza è subito elevata, con tratti che oscillano dall’11% al13%, soprattutto i primi chilometri, per finire attorno al 8% nella parte finale che ci porta al bivio con la strada che sale da Pederobba.   Arriviamo finalmente in vetta al Monte Tomba e proseguiamo dritti per la strada che porta in Grappa. Dopo alcuni ripidi tornanti possiamo notare sulla sinistra la strada che sale da “via degli Alpini”. Le pendenze sono ancora impegnative, e da li a poco raggiungiamo lo scollinamento del “salto della Capra”. Si scende rapidamente per circa 2,7 km, aggirando il Monte Meate, fin sul fondo della val delle Mure. Siamo immersi nel tipico ambiente dei pascoli del Grappa e la strada costeggia in piano un laghetto, consentendo di gustare con calma l'aria frizzante ed il paesaggio. Poi si riprende a risalire la Val delle Mure, non decisamente, ma a strappi intervallati da brevi falsopiani fino alla bella apertura del Pian della Bala. Proseguendo, la strada continua a salire, più dolcemente, attraversando con ardite gallerie di guerra la parte strapiombante del Bocaor. La strada esce nuovamente sui pascoli della malga Ardosa ed Ardosetta, ormai in vista del rifugio Bassano che si scorge in alto a destra. Ma bisogna ancora allontanarsene, verso sud, per andare a innestarsi, dopo 1,5 km, sulla strada Giardino che sale da Campo Croce. Da qui altri due km con strappi che variano dall'11 al 14% fino all'innesto con la Cadorna.   Ormai stiamo affiancando a sinistra la zona del Sacrario, costruito nel 1935 su progetto dell'architetto Giovanni Greppi e dello scultore Giannino  Castiglioni. Ma sta troppo in alto e non lo vediamo. Possiamo vedere invece il monumento ai partigiani, una statua in bronzo costruita nel 1974 da Augusto Murer. Anche il Rifugio del Monte Grappa è li davanti a noi, bello e imponente che sembra scrutare tutta la zona sottostante. Ma prima di arrivare al rifugio, sulla sinistra si fa notare la caserma Milano, costruita durante la guerra per alloggiarvi il personale addetto ai lavori stradali e di fortificazione del Grappa. Sembra nascondersi nella roccia, ma la sua presenza sembra valorizzare ancora di più questo luogo. Finalmente abbiamo conquistato questa stupenda vetta, e se il tempo ce lo concede, la vista è a dir poco sublime. Sembra quasi di essere in capo al mondo, e la pianura sembra perdersi all’orizzonte. E’ un emozione unica che lascia il segno. In collaborazione con MGC
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